Un caso di debilità in comunità Gruppo di studio Istituto Freudiano

Una ragazza di dodici anni arriva in comunità dopo due ricoveri in psichiatria. Quali sono i suoi sintomi? Niente di molto preciso, ma questa è proprio una caratteristica del ritardo mentale lieve (debilità). La paziente ha scelto di attribuirsi una diagnosi ma si tratta di un sintomo che in realtà lei non ha, un “disturbo alimentare”, salvo lamentarsi che in ospedale vengono considerati solo i problemi fisici dei pazienti. È particolarmente interessante l’approccio degli operatori che riescono a farla sentire “meglio che a casa sua”, aggirando vari ostacoli – la dimensione della enunciazione che lei preferisce evitare, la simbolizzazione della separazione che lei chiama “morte” ma senza parlarne, l’attaccamento a relazioni immaginarie non soffocanti ma sicure, – lei trova paradossalmente un posto nella Comunità con gli operatori pur continuando a non essere solidamente ancorata a un discorso.

INTERVENGONO
Roberto Cavasola e Alessandro Siciliano, psicologo-psicoterapeuta, membro sotto condizione SLP, direttore terapeutico Comunità di via dello Scalo
e gli Operatori della Comunità di via dello scalo della Fondazione Augusta Pini di Bologna:
Luca Masotti, psicologo, allievo IF
Giada Ria, psicologa
Fabio Negrini, educatore

ORARIO
Il mercoledì dalle ore 20.30 alle 22.00

Gruppo di studio Roma / Un caso di debilità in Comunità – I incontro

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Email
Fondazione Augusta Pini - Colore